Pittura settecentesca in Calabria: Genesio Galtieri nel santuario di Santa Maria del Castello a Castrovillari

Per molti secoli, la Calabria ha fornito grandi nomi che hanno contribuito a rendere immensa la sua storiografia artistica. Pensiamo ad esempio a Pietro Negroni, che nel corso del Cinquecento ha riempito la maggior parte delle chiese calabresi con le sue opere, a Mattia Preti che nonostante il successo non ha mai staccato il cordone ombelicale con la sua terra natia, donando alla sua città natale, Taverna, straordinari capolavori seicenteschi. Anche il Settecento ha voluto contribuire fortemente alla storiografia artistica calabrese facendoci conoscere il nome di Genesio Galtieri, un artista nativo di Mormanno, la cui attività artistica si sviluppò in molti paesi della Calabria citeriore tra cui Castrovillari e a Maratea in Basilicata. In molti di questi luoghi, operò insieme al suo compaesano Angelo Galtieri, di cui Genesio Galtieri secondo alcune fonti era figlio.
A Castrovillari, nel santuario di Santa Maria del Castello, l’arte di Genesio Galtieri si presenta attraverso una testimonianza pittorica firmata dal maestro e datata 1777. Si tratta di una Circoncisione di Gesù, collocata sull’altare della cappella della circoncisione.

La scena è ambientata all’interno di uno spazio architettonico, probabilmente una chiesa, in cui sull’altare è stato appena posto il Bambino, sorretto dalla profetessa Anna, pronto per essere circonciso dal vecchio Simeone. Il dipinto pone l’attenzione sul concetto di rinnovamento qui simboleggiato dalla tovaglia di colore verde posta sull’altare. Su di essa un’ampolla e una vaschetta, simboli rispettivamente di purezza e sacrificio, in cui sarà collocato il prepuzio di Gesù. Addossata alla colonna, un’ancella reca un cesto con due tortore per il sacrificio. La figura di San Giuseppe, dona dinamismo all’intera composizione. Egli, infatti sembra avanzare con passo deciso verso la Vergine, raffigurata nell’atto di asciugarsi le lacrime, quasi come se fosse un Compianto sul Cristo morto. L’elemento delle tortore e la modalità di raffigurazione della Vergine, suggeriscono una raffigurazione di quanto descritto nel Vangelo di Luca, in cui si legge “Quando venne il tempo della loro purificazione secondo la Legge di Mosè, portarono il bambino a Gerusalemme per offrirlo al Signore, come è scritto nella Legge del Signore: ogni maschio primogenito sarà sacro al Signore; e per offrire in sacrificio una coppia di tortore o di giovani colombi, come prescrive la Legge del Signore….Il padre e la madre di Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui. Simeone li benedisse e parlò a Maria, sua madre: “Egli è qui per la rovina e la risurrezione di molti in Israele, segno di contraddizione perché siano svelati i pensieri di molti cuori. E anche a te una spada trafiggerà l’anima“.
Il verde, come simbolo di purezza, è possibile riscontrarlo anche in un altro straordinario capolavoro risalente al XVII sec., conservato a Lagonegro in Basilicata ed attribuito da chi scrive, insieme all’amico Giuseppe Aromando e all’amica Daniela Artusi, il quale, secondo alcune fonti avrebbe lavorato anche nella zona settentrionale della Calabria.

Tornando alla Circoncisione di Castrovillari, alcuni volti in particolar molto quello dell’ancella, quello della figura che sorregge il Bambino e il volto di San Giuseppe, si riscontrano anche in un’altra opera del Galtieri che si trova a Morano Calabro nella chiesa dei Ss Pietro e Paolo, raffigurante la Vocazione degli apostoli Pietro e Andrea della seconda metà del XVIII sec., nei volti di Cristo e di San Pietro

Anche in questo affresco, infatti, come nell’esempio di castrovillari preso in esame, si riconosce lo stile di Genesio Galtieri. Un linguaggio artistico dai dolci lineamenti dei volti, ben disegnati; dalla pennellata fluida, caratterizzato dall’attenzione ai dettagli descrittivi che ben si adatta alla narrazione degli eventi evangelici e di conseguenza causava in maniera efficace l’avvicinamento alla fede e alle sacre scritture da parte del popolo.
Con la Circoncisione di Castrovillari di Genesio Galtieri, la storia dell’arte italiana, in particolar modo quella legata all’area della Calabria citeriore e al meridione d’Italia, ci regala una sorprendente pagina legata ad un artista la cui affascinante vicenda è ancora tutta da scoprire e allo stesso tempo si racconta al mondo attraverso le straordinarie opere ancora oggi presenti in molte chiese dell’alta Calabria.





