L’annunciazione di BARTOLOMEO VIVARINI nella chiesa della Santissima Annunziata di Modugno

Bartolomeo Vivarini, Annunciazione, 1472, Modugno (Bari), chiesa della Santissima Annunziata

Siamo in Puglia, a Modugno, straordinaria cittadina situata nel comprensorio territoriale della città metropolitana di Bari. Qui vi si trova la straordinaria chiesa della Santissima Annunziata, scrigno autentico di opere d’arte di straordinario valore. Tra di esse, spicca una interessante opera del muranese Bartolomeo Vivarini: si tratta dell’Annunciazione del 1472, la quale dal 1929 fino al 2002 era conservata nella pinacoteca provinciale di Barri, oggi denominata pinacoteca metropolitana.

Bartolomeo Vivarini, Annunciazione, 1472, Modugno (Bari), chiesa della Santissima Annunziata

Prima di procedere all’esame del dipinto, il quale secondo quanto riportato da Gervaso1 doveva essere il pannello centrale di un polittico, occorre specificare che l’opera qui presa in esame rientra in un vasto corpus di dipinti di provenienza veneta ed in particolar modo eseguiti da Bartolomeo Vivarini, straordinario esponente di una famiglia di artisti della quale si menziona anche il fratello Antonio e il nipote Alvise, entrambi pittori.

Qui la domanda sorge spontanea: perchè in puglia esiste un vasto corpus di opere d’arte di scuola veneta? La risposta la si trova nel fatto che grazie ai rapporti tra Venezia e le città pugliesi, si erano formate secondo quanto riportato da Vito Bianchi, delle vere e proprie colonie di cittadini veneti i quali erano residente in particolar modo nella terra di Bari. Questa presenza di colonie venete nella terra di Bari, era dovuta al fatto che la Serenissima, grazie al doge Pietro Orsoleo III, intervenne nella liberazione di Bari dall’occupazione saracena tra il 1002 e il 1003, anni in cui venne avviata a Bari la costruzione della chiesa di San Marco dei Veneziani2.

Torniamo al dipinto qui preso in esame. Come specificato, secondo Gervaso si trattava di un polittico ossia una pala divisa in più scomparti, in cui solitamente al centro veniva raffigurata la divinità titolare della chiesa e intorno ad essa varie figure di santi. Al contrario di altri capolavori come ad esempio il Trittico di Santa Maria Venere proveniente dall’omonima chiesa di Andria e il polittico Sanseverino di Morano Calabro, nel caso dell’Annunciazione di Modugno, Bartolomeo Vivarini anticipa quanto avverrà nella Sacra conversazione conservata in San Nicola a Bari del 1476, ossia continua l’architettura in pittura, creando uno spazio architettonico, elemento derivante dal Trittico di San Zeno di Andrea Mantegna del 1456 conservato nella basilica di San Zeno a Verona, in cui avviene la raffigurazione della scena dell’annunciazione, sottolineata da tutti i tipici elementi iconografici che l’Annunciazione richiede: il giglio recato dall’Angelo, il libro in mano alla Vergine con la copertina rivolta verso il pubblico, simbolo della parola di Dio che ancora deve essere rivelata, la colomba dello spirito santo che irrompe nella scena inviata dall’Eterno.

Sullo sfondo, attraverso una finestra con un vaso sul davanzale, il Vivarini lascia intravedere un paesaggio, permettendo all’osservatore di avere una visione ancora più tridimensionale dell’opera, oggi protetta da una teca.

Bartolomeo Vivarini, Trittico di Andria (San Michele e Sant’Antonio da Padova, San Francesco d’Assisi, San Bernardino da Siena e San Pietro Apostolo),1483, Bari, pinacoteca metropolitana Corrado Giaquinto
Bartolomeo Vivarini, Polittico Sanseverino, 1477, Morano Calabro, collegiata di Santa Maria Maddalena
Bartolomeo Vivarini, Sacra conversazione (Pala di San Nicola), 1476, bari, basilica pontificia di San Nicola
Andrea Mantegna, Pala di San Zeno, 1456, Verona, basilica di San Zeno

Con l’Annunciazione di Modugno del Vivarini, ancora una volta scopriamo quanto la storia dell’arte italiana e del sud Italia in particolare continua a regalare meraviglie agli occhi di chi vi si avvicina, permettendo all’osservatore di approfondire aspetti storici oltre che artistici che vannoa delineare la nostra identità culturale.

  1.  M. Gervaso, La Pinacoteca Provinciale di Bari, 1935 ↩︎
  2. Vito Bianchi, Fra Bari e Venezia, storia di destini incrociati, in Vito Bianchi, Clara Gelao, Bari, Venezia e la Puglia, Adda Editore, 2013 ↩︎

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