Il polittico di Borgo Partenope nel museo diocesano di Cosenza

Il museo diocesano di Cosenza non smette di sorprendere chi si addentra nelle sue sale alla scoperta della storia dell’arte calabrese. Tra le testimonianze pittoriche in esso conservate si trova il Polittico della Misericordia, straordinaria opera in olio su tavola, datato al 1545, proveniente dalla chiesa di Santa Maria della Misericordia a Borgo Partenope, anticamente noto come Torzano ma che assunse la attuale denominazione in onore del comitato napoletano che agli inizi del Novecento portò aiuti al paese, oggi frazione del comune di Cosenza.
Sull’attribuzione, viene indicato un nome: stando alla firma che compare sul cartiglio alla base del trono sul quale siede la Vergine, l’autore corrisponderebbe ad un certo Giovanni da Taverna, Yohannes de Taberna si legge infatti alla fine dell’iscrizione riportata, che ci dimostra che l’opera è stata commissionata proprio per la chiesa di Santa Maria della Misericordia
Si tratta di un polittico diviso in due registri da tre pannelli ciascuno. Nel registro inferiore al centro abbiamo la Vergine che sorregge il Bambino il quale si erge in piedi sulle ginocchia della madre e nei pannelli laterali, abbiamo un santo guerriero, probabilmente san Michele Arcangelo o san Giorgio, dalla lucente armatura in atto di sconfiggere con la lancia il demonio e San Giovanni Battista nell’atto di indicare l’agnello.
L’aspetto della Vergine che sorregge il Bambino nasconde una lettura teologica molto importante: essa è infatti interpretata come Colei che indica la via, Gesù dirà infatti nel vangelo “Io sono la via, la verità e la vita, nessuno viene al Padre se non per mezzo di me” (Vangelo di Giovanni, 14, 6)
Nel registro superiore, il centro della scena è occupato dalla Trinità, qui raffigurata non attraverso lo schema tradizionale ossia non abbiamo l’Eterno che sorregge il Cristo crocifisso ma entrambi seduti l’uno accanto all’altro con al centro una sfera, simbolo del mondo, evidenziando il messaggio secondo il quale Cristo si è fatto uomo, è morto e risorto per la nostra salvezza. É da evidenziare in questa raffigurazione l’aspetto della barba a due punte che l’autore del dipinto realizza sull’estremità del volto dell’Eterno, come nel caso del San Giovanni Battista e la presenza di una croce greca dorata sul manto rosso, simbolo del sangue versato per la salvezza dell’uomo, di Cristo.
Questo aspetto ci mostra una straordinaria realtà culturale legata alla storia religiosa della Calabria: la presenza del rito greco bizantino che ancora oggi è praticato in alcuni comuni calabresi di etnia arbereshe, fondati a partire dal XVo secolo da colonie di esuli provenienti dall’Albania che sfuggirono alle persecuzioni ottomane a seguito della morte di Giorgio Castriota Scanderbeg, loro eroe nazionale. Si potrebbe ipotizzare che per quanto riguarda la committenza dell’opera, essa ha una ragione legata in parte ad esigenze religiose di natura arbereshe. Se così non fosse, il Polittico della Misericordia, detto anche Polittico di Borgo Partenope in nome del paese di provenienza, racconta comunque un aspetto straordinario della storia religiosa calabrese.
Ai lati della Trinità abbiamo invece l’Annunciazione, eseguita secondo il classico schema tradizionale ossia l’Angelo che compare alla Vergine, preannunciandole che diventerà la madre di Dio e la Vergine che indicando se stessa si prostra, rendendo in maniera grafica la sua risposta alla chiamata divina “Eccomi, sono la serva del signore, avvenga di me quello che hai detto” (Vangelo di Luca, 1,38).
Lo stile attraverso il quale la maggior parte delle figure sono realizzate, ricalca la lezione di Pietro Negroni, il quale nella Calabria del Cinquecento è il maggior esponente del manierismo, ossia un modo di dipingere rifacendosi alla maniera dei grandi maestri del rinascimento come Michelangelo e, nel caso di Pietro Negroni, Raffaello, traendo spunto dal loro modo di interpretare le figure. Si potrebbe dunque ipotizzare che l’autore del polittico potrebbe essere un suo seguace.


Con il Polittico della Misericordia, detto anche Polittico di Borgo Partenope, la storia dell’arte calabrese e italiana in generale mostra una pagina sconosciuta ma ricca di fascino e di storia locale che pone l’attenzione su un territorio che da sempre affascina attraverso la sua storia artistica millenaria.





