“Aspetti dell’iconografia mariana in Pietro Negroni” di Marco Tedesco, storico dell’arte

“Alcuni aspetti dell’iconografia mariana in Pietro Negroni: la Madonna col Bambino e i Ss: Barbara e Lorenzo del Santuario di Santa Maria del Castello a Castrovillari”

Pietro Negroni, Madonna col Bambino tra i Ss. Barbara e Lorenzo, 1552, Castrovillari (Cosenza), Santuario di Santa Maria del Castello

Pietro Negroni, Madonna col Bambino tra i Ss. Barbara e Lorenzo, 1552, Castrovillari (Cosenza), Santuario di Santa Maria del Castello

Il nome di Pietro Negroni, è un nome molto ricorrente e importante nella storia dell’arte pittorica calabrese.  Sulla città di nascita dell’artista le fonti sono discordi tra loro: nella vita dedicatagli da Bernardo De Dominici nelle sue Vite dei più eccellenti pittori, scultori ed architetti napoletani del 1737, raccoglie ipotesi di studiosi a lui contemporanei, i quali indicano Pietro Negroni talvolta originario di Cosenza, o ancora della città di Crotone o della provincia di Catanzaro, ma già in quegli anni si concordava sull’origine calabrese dell’artista. Bisognerà aspettare il 1844 e il contributo agli studi sull’artista di Carlo Maria L’Occaso nel suo contributo dal titolo Belle arti: Pietro Negroni apparso in Il Calabrese del 1844, in cui per la prima volta compare un probabile luogo di origine dell’artista ossia Turzano, odierna Borgo Partenope. Tale indicazione, viene fornita dal L’Occaso sulla base di un manoscritto del XVII secolo. Più avanti negli anni, altri studiosi hanno invece ipotizzato una nascita di Pietro Negroni avvenuta a San Marco Argentano (Tommaso Aceti, 1737) o ancora a Cosenza (Davide Andreotti, 1926). Ora quale sia la città di nascita effettiva di Pietro Negroni non è ancora chiaro, ma dalle poche fonti biografiche della sua vita si sa che l’anno di nascita fu il 1505 e che fu allievo di un altro grande pittore calabrese: Marco Cardisco, nativo di Tiriolo e conosciuto come Marco Calabrese, denominato così da Giorgio Vasari nelle sue Vite dei più eccellenti pittori, scultori ed architetti, in cui il Vasari sostiene che di questo artista fu compagno un altro calabrese, del quale ignorava il nome (Giorgio Vasari, Le vite dei più eccellenti pittori, scultori ed architetti, Roma, Newton Compton, 2009) e al quale nel 1742, Bernardo De Dominici attribuì l’identità di Pietro Negroni. Scrive a tal riguardo il De Dominici “Pietro Negrone, da alcuni vien detto nativo della Città di Cosenza, ed alcuni lo fanno della città di Crotone, della provincia di Catanzaro, e tutti convengono, che fu Calabrese…… non mancando però chi lo creda discepolo di Marco Calabrese, e forse con maggior fondamento, perciochè la maniera di Pietro più tosto che a quella può somigliarsi, che ad alcuno altro di que’ Maestri che vivevano allora“.

Prenderemo qui in esame, il dipinto firmato da Pietro Negroni e datato al 1552 Madonna col Bambino e i Ss. Barbara e Lorenzo del santuario di Santa Maria del Castello a Castrovillari in provincia di Cosenza, in cui vi è presente anche un’altra importante opera attribuita a Pietro Negroni, ossia un’Assunzione della Vergine eseguita dal maestro cinque anni prima della sua morte ossia nel 1560. In Calabria, terra in cui secondo Vittorio Savona la vicenda artistica di Pietro Negroni si sviluppò dagli inizi degli anni ’50 del XVI sec,

Pietro Negrone, Madonna col Bambino e i Ss. Lucia e Antonio da Padova, 1544, Napoli, museo nazionale di Capodimonte

Pietro Negrone, Madonna col Bambino e i Ss. Lucia e Antonio da Padova, 1544, Napoli, museo nazionale di Capodimonte

assumendo i caratteri di una presenza continuativa e definita, in seguito alla formazione del pittore basata sui grandi maestri dell’epoca quali il suo corregionale Marco Cardisco e il settentrionale Polidoro Caldara nativo anche egli come il suo illustre concittadino Michelangelo Merisi del borgo di Caravaggio.

Sulla committenza non esistono dati certi. Secondo quanto riportato da Giorgio Leone nel testo Pietro Negroni e la cultura figurativa del Cinquecento in Calabria, la committenza del dipinto, che oggi si trova nell’attuale collocazione dal XVIII secolo, sarebbe da contestualizzare con il rifacimento cinquecentesco dell’

Pietro Negroni, Assunzione della Vergine, 1560, Castrovillari (Cosenza), santuario di Santa Maria del Castello

Pietro Negroni, Assunzione della Vergine, 1560, Castrovillari (Cosenza), santuario di Santa Maria del Castello

intero edificio. In quegli anni Castrovillari, sempre stando alle indicazioni date dal Leone, divenne feudo della famiglia Spinelli, per la quale Pietro Negroni aveva lavorato a Napoli, nella chiesa della Santa Croce di Lucca, eseguendo la Madonna col Bambino tra i Ss. Lucia e Antonio da Padova del 1544, oggi al museo nazionale di Capodimonte a Napoli.

E’ dunque probabile, che fu un membro della famiglia Spinelli a commissionare l’opera castrovillarese al Negroni. Lo schema compositivo del dipinto di Capodimonte, viene richiamato nell’ambito del dipinto qui preso in esame conservato a Castrovillari, in cui prevale uno schema compositivo che prevede al centro la Madonna con in braccio il Bambino, e i Santi Barbara e Lorenzo i quali, come la Santa Lucia e il Sant’Antonio da Padova del soggetto partenopeo, le si rivolgono in preghiera, recando i loro attributi iconografici: la torre per Santa Barbara e la graticola per San Lorenzo, verso il quale è reclinata la testa della Vergine e alla quale il Santo sembra rivolgersi cantando. Il Bambino, concede la palma del martirio a Santa Barbara la quale appare riccamente vestita con una lunga veste ed un manto rosso, secondo i principi dettati dal Concilio di Trento, i quali abolivano una precedente iconografia della santa raffigurata spesso a seno nudo.

Pietro Negroni, Madonna col Bambino e i Ss. Andrea e Giacomo, 1555, Orleans, museè des Beaux-Arts

Pietro Negroni, Madonna col Bambino e i Ss. Andrea e Giacomo, 1555, Orleans, museè des Beaux-Arts

L’intera composizione ha uno schema di impatto pentagonale del quale l’apice è la testa della Vergine. E’ questo un aspetto che si ritrova in tutta l’iconografia della Madonna col Bambino di stampo manieristico, con i due santi ai lati che fungono da volumi, dando un impianto prospettico centrale che si trasforma nella centralità della figura umana, concetto interpretato in chiave cristiana come la centralità del Divino nella vita di tutti i giorni. Aspetto che in Pietro Negroni ritorna anche nella Madonna col Bambino tra i Ss. Andrea e Giacomo del 1555 oggi ad museè des Beaux -Arts di Orleans, proveniente anch’essa come la Madonna col Bambino tra i Ss. Lucia e Antonio da Padova del museo napoletano di Capodimonte dalla chiesa napoletana della Santa Croce di Lucca.

Inoltre, l’opera castrovillarese qui presa in esame è ricca di riferimenti a Raffaello ed in particolar modo alla sua  Madonna del pesce un tempo nella chiesa napoletana di San Domenico Maggiore, identificata con il medesimo soggetto conservato al Prado di Madrid, che secondo il Summonte sarebbe stata eseguita da Raffaello nel 1514, commissionatagli da Giovanni Battista del Duce per la Cappella di Santa Rosa da Lima, ove rimase fino al 1638, quando venne in possesso del vicerè spagnolo, il duca di Medina Ramiro Felipe Núñez de Guzmán.

Fu proprio la Madonna del Pesce di Raffaello del 1514, a far avvicinare al linguaggio pittorico raffaellesco, favorendone la diffusione, molti artisti dell’Italia meridionale tra cui anche il Negroni il quale avrebbe potuto vederla a Napoli, quando era allievo di Marco Cardisco, la cui influenza la si nota nel sapiente utilizzo armonico del colore nella Madonna col Bambino tra i Ss. Barbara e Lorenzo di Castrovillari qui presa in esame.

Raffaello, Madonna del Pesce, 1514, Madrid, Museo del Prado

Raffaello, Madonna del Pesce, 1514, Madrid, Museo del Prado

Marco Cardisco, Adorazione dei Magi, 1519, Napoli, museo civico di Castelnuovo

Marco Cardisco, Adorazione dei Magi, 1519, Napoli, museo civico di Castelnuovo

Pietro Negroni, Sposalizio mistico di Santa Caterina,

Pietro Negroni, Sposalizio mistico di Santa Caterina, 1554, Buenos Aires, museo nacional de Bellas Artes

Uno dei riferimenti a Raffaello e alla sua Madonna del pesce oggi al Prado di Madrid è la presenza di questo drappo verde che in parte copre il trono  su cui la Vergine è seduta e l’organizzazione dello schema architettonico che delinea la struttura di quest’ultimo. Un aspetto che notiamo oltre che nella citata Madonna col Bambino e i Ss. Andrea e Giacomo di Orleans e la citata Madonna col Bambino e i Ss. Lucia e Antonio da Padova del museo, anche in molte altre opere del Negroni tra cui lo Sposalizio mistico di Santa Caterina del 1554 oggi a Buenos Aires nel Museo Nacional de Bellas Artes, dove arrivò nel 1912. Con Pietro Negroni, siamo davanti ad un grande maestro del Cinquecento calabrese al pari del seicentesco Mattia Preti. Un maestro, il Negroni, che possiamo indicare come un grande esponente del Manierismo italiano ed un grande interprete delle innovazioni apportate da Raffaello nella storia dell’arte pittorica che grazie a Pietro Negroni si diffonderanno nel territorio calabrese, contribuendo a raccontare     affascinanti storie legate al mondo artistico italiano.

Marco Tedesco

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